Venerdì 24 Marzo 2017
Text Size

Lo Studio: attività, principi ed obiettivi

L'Avv. Ludovico Lucchi svolge la sua attività prevalentemente nel settore del diritto civile e commerciale, sia in ambito stragiudiziale che contenzioso, nonché in materia di responsabilità civile.  

L'Avv. Ludovico Lucchi è iscritto nelle liste del Tribunale di Milano per la delega del compimento delle operazioni di vendita di beni mobili iscritti in pubblici registri e di beni immobili nel corso delle procedure esecutive.  

L'Avv. Ludovico Lucchi si prefigge di offrire al Cliente assistenza qualificata ed una gestione accurata, garantendo allo stesso una informazione costante sullo stato della propria posizione. A tal fine,  le competenze vengono accresciute costantemente sia tramite approfondimenti individuali, sia partecipando a corsi di aggiornamento e di formazione nelle materie di esercizio dell'attività ed in altre di interesse.  

La fidelizzazione dei clienti è perseguita mediante l'offerta di assistenza tempestiva e di qualità al giusto costo; la parcellazione è flessibile, equilibrata e competitiva, con offerta disvariate alternative per trovare quella più adatta alle esigenze del cliente, anche con riferimento alla natura della prestazione richiesta.  

Fondamentale è la trasparenza con il cliente, al quale di regola vengono sottoposte sintetiche ma dettagliate lettere d'incarico che evitano possibili disagi o malintesi, specificando l'oggetto dell'incarico, il costo o i criteri per la relativa determinazione.

Sono presi a modello i più rigorosi standard di etica professionale, soprattutto per quanto riguarda la riservatezza e la valutazione delle situazioni di conflitto attuale o potenziale, consultandosi in modo aperto e trasparente con i clienti interessati.

Novità recenti

  • Con la sentenza n. 6378 del 10 febbraio 2017, la Corte di cassazione ha affermato che in caso di investimento di un pedone, il conducente del veicolo può andare esente da responsabilità solo allorquando si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne, comunque, tempestivamente i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso, imprevedibile; solo in tal caso l'incidente potrebbe ricondursi, eziologicamente, proprio ed esclusivamente alla condotta del pedone, avulsa totalmente dalla condotta del conducente ed operante in assoluta autonomia rispetto a quest'ultima.
    In sostanza, per la Corte di cassazione, in caso di investimento di un pedone, il conducente del veicolo può andare esente da responsabilità, non per il solo fatto che risulti accertato un comportamento colposo (imprudente o in violazione di una specifica regola comportamentale) del pedone (una tale condotta risulterebbe, invero, concausa dell'evento lesivo, penalmente non rilevante per escludere la responsabilità del conducente: art. 41 c.p., comma 1), ma occorre che la condotta del pedone configuri, per i suoi caratteri, una vera e propria causa eccezionale, atipica, non prevista né prevedibile, che sia stata da sola sufficiente a produrre l'evento (art. 41 c.p., comma 2).

     
  • Con sentenza n. 2315 del 27 settembre 2016, occupandosi di un appello avverso una sentenza del Giudice di pace in un caso relativo ad un "colpo di frusta", il Tribunale di Treviso ha affermato che nell'ambito delle microlesioni seguite ad un incidente stradale, ai fini della risarcibilità del danno biologico permanente, è necessario "un accertamento clinico strumentale", da intendersi quale referto di diagnostica, cioè per immagine, mentre è sufficiente un mero riscontro visivo da parte del medico legale per la risarcibilità del danno da invalidità temporanea.
    Nel testo della motivazione, il Tribunale di Treviso richiama la Corte costituzionale (sentenza 235/2014 e ordinanza n. 242/2015), la quale, nel dichiarare manifestamente infondata la questione di legittimità dell'articolo 139 comma 2 ultimo periodo (Dlgs n. 209/2005), aveva fornito una lettura costituzionalmente orientata della norma cui fare riferimento, considerando che "l'interesse particolare del danneggiato deve comunque misurarsi con quello generale e sociale degli assicurati ad avere un livello accettabile e sostenibile dei premi assicurativi".

     

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e cookie di terzi

Cliccando sul tasto APPROVO, chiudendo questa finestra oppure accedendo ad un qualunque elemento sottostante a questo banner acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo